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Diano d'Alba (496 m)
Salite su una collina a Diano d’Alba, per ammirare il panorama che si perde a vista d'occhio in una successione geometrica di vigneti.
A spezzare quelle linee continue l'immancabile profilo squadrato di una torre o di un castello. Non c'è paese che non vanti almeno un piccolo castello; le abitazioni dei signorotti locali sono ormai entrate a far parte del paesaggio come le vigne e i noccioli.
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Da vedere a Diano d'Alba
Palazzo Comunale (sec. XVIII)
Edificato a metà del 1700 in stile barocco piemontese; originariamente, era destinato a residenza nobiliare privata. All'inizio del 1800 fu acquistato dall'Amministrazione Comunale
ed adibito a sede Municipale.
Chiesa Parrocchiale
di S. Giovanni Battista (sec. XVIII°)
stile barocco piemontese
Costruita tra il 1763 ed il 1770 su progetto dell'Architetto C. F. Rangone.
Nei particolari costruttivi della Chiesa, in stile barocco piemontese, con facciata a portico del '700 ed il campanile cuspidato del '200, si nota l'influenza della scuola dell'Architetto Juvarra.
Enoteca comunale “I Sorì di Diano”,
visite e degustazioni dei vini prodotti dalle cantine dianesi.
Numerose le trattorie e le aziende agrituristiche presenti sul territorio dove si possono degustare le tante specialità della gastronomia locale.
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Da vedere nei dintorni
Alba
Come le torri di Alba (172 m), la capitale delle Langhe, città viva e vitale, segno di una terra operosa e mai arrendevole che sa unire alla durezza del lavoro il piacere del buon vivere. Teatro dell'annuale Fiera Nazionale del Tartufo e del Palio degli Asini, Alba vanta numerosi luoghi di interesse storico.
Il sabato tra le case medievali di Alba si tiene il tradizionale mercato.
Roddi
Lasciata Alba, la strada inizia ad accarezzare le colline per arrivare a Roddi (284 m), il Castrum Rhaudium degli antichi romani, dove lo sguardo spazia sulle colline delle Langhe da un lato e su quelle del Roero dall'altro. Spicca la sagoma massiccia del castello, edificato nell'XI secolo su di una base fortificata precedente, che sbuca sopra i tetti del paese con le sue mura altissime e possenti.
Grinzane Cavour (269 m)
Questo piccolo abitato, stretto attorno al castello, porta nel nome il ricordo dei diciassette anni, dal 1832 al 1849, durante i quali il grande "tessitore" del Risorgimento italiano fu sindaco del paese. A Camillo Benso, conte di Cavour, l'agricoltura piemontese e in particolare quella langarola deve molto. Fu lui a ingaggiare esperti vinificatori francesi per selezionare i vitigni e affinare i processi di vinificazione che hanno portato ai celebri rossi piemontesi.
Il possente e squadrato castello di Grinzane, teatro dell'annuale premio letterario omonimo, ospita un'enoteca regionale presso la quale è possibile degustare e acquistare vini di alta qualità. Il museo racchiude numerose sale dedicate alla vinificazione e al tartufo, oltre a presentare le stanze e gli arredi del castello e numerosi cimeli cavouriani.
Barolo (415 m)
dominato dalla sagoma squadrata del castello Falletti, eretto nel X secolo come baluardo contro le invasioni saracene e ora di proprietà del Comune. All'interno del castello, oltre a una ricca enoteca regionale, si possono ammirare varie sale, alcune delle quali adibite a museo. Si segnala in particolare la bella biblioteca, curata per qualche tempo da Silvio Pellico, che soggiornò nel castello.
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